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Istituto Statale Istruzione Superiore
Un viaggio nell'Arte e nella Memoria

Un viaggio nell’arte e nella memoria

Impara l’Arte e… non metterla da parte è il progetto che ha permesso agli studenti delle classi quinte di visitare a Milano il Museo del Novecento, all’interno del Palazzo dell’Arengario in piazza del Duomo. Un viaggio non solo nella collezione di opere di arte italiana del XX secolo, ma anche nella storia rivissuta attraverso lo sguardo degli artisti. È bastata qualche ora per immergersi nel vivace fermento culturale della Milano del XX secolo raccontata nelle numerose opere in mostra, allestite secondo un criterio cronologico, dal Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo alle Avanguardie Internazionali, con i dipinti d’inizio secolo di Pablo Picasso, Georges Braque, Paul Klee, Vasilij Kandinskij e Amedeo Modigliani. In esposizione anche il Futurismo, rappresentato da un nucleo di opere unico al mondo, con Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Gino Severini, Carlo Carrà, Ardengo Soffici. Gli anni Venti e Trenta, tra Novecento e Astrattismo, si sviluppano attraverso i capolavori di Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Arturo Martini e Fausto Melotti. Un percorso che riesce a traslare nell’arte le tematiche più forti di un secolo in movimento che si riverbera in tutti gli ambiti del nuovo Millennio, lasciando un’eco che risuona ancora forte anche delle aberrazioni impresse nella nostra memoria.

Il nostro breve viaggio è continuato con la visita del Binario 21, il Memoriale della Shoah allestito in una sezione della stazione centrale di Milano, luogo dal quale partivano i vagoni merci prima che negli stessi venissero trasportati i deportati verso i campi di concentramento. Gli studenti dopo aver superato l’atrio, si sono imbattuti nel lungo muro, nel quale è incisa la grande scritta “Indifferenza”, parola scelta da Liliana Segre, (sopravvissuta ai campi di sterminio e oggi Senatrice della Repubblica) per spiegare il motivo per il quale la Shoah è stata possibile. Scende il silenzio, rotto dal racconto appassionato di una giovane guida ed essi sono all’istante catturati dalla “potenza” delle vibranti parole scelte per narrare, attraverso l’esperienza di Liliana Segre, gli orrori di quegli anni. La visita si è rivelata un momento autentico per rielaborare attivamente la tragedia della Shoah. Un luogo che non solo commemora, ma che anche crea lo spazio cosciente del futuro per una convivenza civile in cui non venga mai a mancare l’incontro con l’altro.

 

 

 

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